mercoledì, maggio 05, 2004
TORTURE: UNA PRATICA DIFFUSA
Le torture commesse sui prigionieri iraqueni non sono l'abuso di potere di pochi deviati ma una pratica diffusa e sistematica. Una pratica messa in atto dalle truppe americane in Iraq e Afghanistan e che ricalca gli abusi praticati a Guantanamo. Tutto ciò emerge dalle ripugnanti foto, dal coinvolgimento di alte sfere dell'esercito e dell'intelligence, e dalle dichiarazioni degli stessi.
Il generale Janis Karpinski, rimosso dall'incarico di responsabile di Abu Ghraib, ha dichiarato che la missione era di "guantanamizzare":
Lo scorso settembre, Saddam Hussein ancora a piede libero, la parola d'ordine in Iraq era quella di ''Guantanamizzare'' gli interrogatori, ovvero di estrarre da alcuni detenuti il maggior numero di informazioni possibile ricorrendo ai metodi seguiti [CONTINUA...] nell'enclave cubana in cui sono stati rinchiusi i ''combattenti illegali'', come vengono definiti negli Stati Uniti i presunti esponenti di al Qaeda e del regime dei Taleban. Lo denuncia il generale Janis Karpinski, l'alto ufficiale rimosso dall'incarico di responsabile di Abu Ghraib e di altri 15 carceri in Iraq in seguito alla diffusione della notizia delle sevizie, sostituita in Iraq proprio dal generale Miller, che allora comandante a Guantanamo, fu inviato in Iraq per una missione speciale.[...]
il numero dei presunti insorti detenuti, un misto di ex baatisti, ex funzionari dell'intelligence di Saddam, e criminali comuni passati alla resistenza, e' fra le sette e le ottomila persone. Il generale denuncia inoltre come il 19 novembre scorso il comando di Abu Ghraib era stato trasferito da un esponente della sua polizia militare a uno dell'intelligence. ''Avevano messo una gran pressione su di loro per ottenere altre informazioni. Il Problema era che a Guantanamo poteva contare su 800 unita' di polizia militare per 600 prigionieri, e noi ne avevamo 130 per 8mila detenuti''. ''Le divisioni di combattimento erano piu' energiche nel condurre raid. Volevano avere in mano elementi di intelligence utili per le loro azioni''
(fonte: Vita.it).
Inoltre al pentaghono fu consegnato il 3 marzo un dossier che ben documenta le toruture e gli abusi commessi in Iraq e in Afghanistan.
Ecco alcuni stralci e parti riassunte del documento:
Fra l'ottobre e il dicembre 2003 nella struttura di detenzione di Abu Ghraib (Bccf) furono inflitti a diversi detenuti numerosi abusi sadici, clamorosi e sfacciatamente criminali.
Gli abusi sistematici e illegali sui detenuti sono stati perpetrati da diversi membri della forza di polizia militare (la 372/a Compagnia di Polizia Militari, 320/o Battaglione, 800/a Brigata) nella sezione A-1 del carcere di Abu Ghraib (Bccf).
Segue un riassunto delle fattispecie elencate nel rapporto: "Inoltre - continua il testo del rapporto - diversi detenuti hanno descritto i seguenti abusi, che, date le circostanze, giudico credibili in base alla chiarezza delle affermazioni e le prove addotte a sostegno dai testimoni:"
- Rottura di lampade chimiche, il cui contenuto fosforico veniva versato sui prigionieri
- Minacce con pistole calibro 9 mm.
- Getti d'acqua fredda su detenuti nudi
- Percosse con manici di scopa o con una sedia
- Minacce di stupro ai danni di prigionieri maschi
- Sutura da parte di membri della polizia militare di ferite provocate facendo urtare con violenza il detenuto contro le pareti della cella
- Prigionieri sodomizzati con lampade chimiche o con manici di scopa
- Impiego di cani militari senza museruola per spaventare i detenuti, in un caso risultato in un morso - Pugni, schiaffi e calci ai prigionieri; pestoni sui piedi nudi
- Foto o riprese video di detenuti, uomini e donne, spogliati nudi, a volte in pose forzate umilianti e sessualmente esplicite
- Denudamento dei prigionieri, a volte lasciati spogliati anche per diversi giorni
- Obbligo per i detenuti maschi di indossare capi intimi femminili
- Obbligo per gruppi di detenuti maschi di masturbarsi mentre vengono ripresi
- Prigionieri obbligati a stendersi uno sull'altro in un mucchio sul quale i militari saltavano
- Prigionieri obbligati a stare in piedi su una cassetta, incappucciati con un sacchetto, con fili collegati a dita delle mani dei piedi e al pene, simulando la tortura dell'elettroskock
- Fotografie di militari mentre hanno rapporti sessuali con detenute
- Fotografie di prigionieri con catene e collari da cani attorno al collo
- Fotografie di prigionieri morti
- Le parole "sono uno stupratore" sulla gamba di un detenuto, fotografato nudo, accusato di aver violentato una 15/enne.
Il rapporto parla poi dei cosiddetti "detenuti fantasma", consegnati a varie strutture di detenzione amministrate dall' 800/a Brigata di polizia militare da altre agenzie governative Usa, "senza documentarlo".
Nel testo del rapporto infine si legge: "Queste conclusioni sono suffragate da confessioni scritte rilasciate da diversi indagati, da confessioni scritte rilasciate da detenuti e da dichiarazioni di testimoni".
(fonte: Panorama)
Dell'utilizzo sistematico della tortura da parte delle truppe americane si parlava ormai da giorni, ma i militari statunitensi ieri hanno confessato una realtà ben più sconvolgente. In Iraq e Afghanistan 25 persone sono state seviziate fino alla morte. Lo scioccante bilancio di morte è stato fornito direttamente dai comandi americani ai giornalisti accorsi al Pentagono per una conferenza stampa. (il manifesto - 5 maggio)
Le torture commesse sui prigionieri iraqueni non sono l'abuso di potere di pochi deviati ma una pratica diffusa e sistematica. Una pratica messa in atto dalle truppe americane in Iraq e Afghanistan e che ricalca gli abusi praticati a Guantanamo. Tutto ciò emerge dalle ripugnanti foto, dal coinvolgimento di alte sfere dell'esercito e dell'intelligence, e dalle dichiarazioni degli stessi.
Il generale Janis Karpinski, rimosso dall'incarico di responsabile di Abu Ghraib, ha dichiarato che la missione era di "guantanamizzare":
Lo scorso settembre, Saddam Hussein ancora a piede libero, la parola d'ordine in Iraq era quella di ''Guantanamizzare'' gli interrogatori, ovvero di estrarre da alcuni detenuti il maggior numero di informazioni possibile ricorrendo ai metodi seguiti [CONTINUA...] nell'enclave cubana in cui sono stati rinchiusi i ''combattenti illegali'', come vengono definiti negli Stati Uniti i presunti esponenti di al Qaeda e del regime dei Taleban. Lo denuncia il generale Janis Karpinski, l'alto ufficiale rimosso dall'incarico di responsabile di Abu Ghraib e di altri 15 carceri in Iraq in seguito alla diffusione della notizia delle sevizie, sostituita in Iraq proprio dal generale Miller, che allora comandante a Guantanamo, fu inviato in Iraq per una missione speciale.[...]
il numero dei presunti insorti detenuti, un misto di ex baatisti, ex funzionari dell'intelligence di Saddam, e criminali comuni passati alla resistenza, e' fra le sette e le ottomila persone. Il generale denuncia inoltre come il 19 novembre scorso il comando di Abu Ghraib era stato trasferito da un esponente della sua polizia militare a uno dell'intelligence. ''Avevano messo una gran pressione su di loro per ottenere altre informazioni. Il Problema era che a Guantanamo poteva contare su 800 unita' di polizia militare per 600 prigionieri, e noi ne avevamo 130 per 8mila detenuti''. ''Le divisioni di combattimento erano piu' energiche nel condurre raid. Volevano avere in mano elementi di intelligence utili per le loro azioni''
(fonte: Vita.it).
Inoltre al pentaghono fu consegnato il 3 marzo un dossier che ben documenta le toruture e gli abusi commessi in Iraq e in Afghanistan.
Ecco alcuni stralci e parti riassunte del documento:
Fra l'ottobre e il dicembre 2003 nella struttura di detenzione di Abu Ghraib (Bccf) furono inflitti a diversi detenuti numerosi abusi sadici, clamorosi e sfacciatamente criminali.
Gli abusi sistematici e illegali sui detenuti sono stati perpetrati da diversi membri della forza di polizia militare (la 372/a Compagnia di Polizia Militari, 320/o Battaglione, 800/a Brigata) nella sezione A-1 del carcere di Abu Ghraib (Bccf).
Segue un riassunto delle fattispecie elencate nel rapporto: "Inoltre - continua il testo del rapporto - diversi detenuti hanno descritto i seguenti abusi, che, date le circostanze, giudico credibili in base alla chiarezza delle affermazioni e le prove addotte a sostegno dai testimoni:"
- Rottura di lampade chimiche, il cui contenuto fosforico veniva versato sui prigionieri
- Minacce con pistole calibro 9 mm.
- Getti d'acqua fredda su detenuti nudi
- Percosse con manici di scopa o con una sedia
- Minacce di stupro ai danni di prigionieri maschi
- Sutura da parte di membri della polizia militare di ferite provocate facendo urtare con violenza il detenuto contro le pareti della cella
- Prigionieri sodomizzati con lampade chimiche o con manici di scopa
- Impiego di cani militari senza museruola per spaventare i detenuti, in un caso risultato in un morso - Pugni, schiaffi e calci ai prigionieri; pestoni sui piedi nudi
- Foto o riprese video di detenuti, uomini e donne, spogliati nudi, a volte in pose forzate umilianti e sessualmente esplicite
- Denudamento dei prigionieri, a volte lasciati spogliati anche per diversi giorni
- Obbligo per i detenuti maschi di indossare capi intimi femminili
- Obbligo per gruppi di detenuti maschi di masturbarsi mentre vengono ripresi
- Prigionieri obbligati a stendersi uno sull'altro in un mucchio sul quale i militari saltavano
- Prigionieri obbligati a stare in piedi su una cassetta, incappucciati con un sacchetto, con fili collegati a dita delle mani dei piedi e al pene, simulando la tortura dell'elettroskock
- Fotografie di militari mentre hanno rapporti sessuali con detenute
- Fotografie di prigionieri con catene e collari da cani attorno al collo
- Fotografie di prigionieri morti
- Le parole "sono uno stupratore" sulla gamba di un detenuto, fotografato nudo, accusato di aver violentato una 15/enne.
Il rapporto parla poi dei cosiddetti "detenuti fantasma", consegnati a varie strutture di detenzione amministrate dall' 800/a Brigata di polizia militare da altre agenzie governative Usa, "senza documentarlo".
Nel testo del rapporto infine si legge: "Queste conclusioni sono suffragate da confessioni scritte rilasciate da diversi indagati, da confessioni scritte rilasciate da detenuti e da dichiarazioni di testimoni".
(fonte: Panorama)
Dell'utilizzo sistematico della tortura da parte delle truppe americane si parlava ormai da giorni, ma i militari statunitensi ieri hanno confessato una realtà ben più sconvolgente. In Iraq e Afghanistan 25 persone sono state seviziate fino alla morte. Lo scioccante bilancio di morte è stato fornito direttamente dai comandi americani ai giornalisti accorsi al Pentagono per una conferenza stampa. (il manifesto - 5 maggio)